2009 - Franchino Falsetti - Critico d'Arte
Martedì 25 Agosto 2009 19:52
Franchino Falsetti
“Evocazioni estetiche”
Ciò che si evince dalla vasta produzione artistica di Silvano Crespi è una sua chiara scelta di campo: considerare l’arte come fonte di stimolazione di sentimenti ed evocazioni. Tendere, cioè, a valorizzare l’arte non come forma ma come “azione”, quasi una sorta di dinamiche modulazioni tra il tempo della memoria e le visioni rappresentate dove si nasconde l’animus creativo che è vivo in ogni suo quadro. L’artista Silvano Crespi pur ispirandosi alla tradizione “classica” del romanticismo italiano, inglese e francese con accenni impressionistici, ci comunica una sua personalità espressiva che è rintracciabile nella sua continua ricerca dei significanti che rendono evidente il rapporto tra la coerenza interiore e la sua formalizzazione. Le sue immagini, prevalentemente, sono legate a paesaggi (naturali ed architettonici) avvolti dai colori che rispondono a stati d’animo, come se ci trovassimo a momenti di contemplazione quasi in uno stato di estasi. Sono i colori della mente, della ri-lettura evocativa, dove i dettagli scompaiono e determinante diventa l’insieme, la concentrazione di punti sinergici ed emozionanti. L’artista Silvano Crespi ci fa, inoltre, partecipe di un magico immaginario, lontano dalla nostra irruenta, mistificante ed inutile quotidianità, nel quale è possibile sentirsi coinvolti e pensare queste opere come dialoganti con il nostro intimo desiderio di un ritorno al “bello”, alle pure ideazioni estetiche, a nuove forme di rinascimento culturale. “Il bello è ciò che piace senza alcun interesse”. (E. Kant)
Prof. Franchino Falsetti - Bologna (agosto 2009)
Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Agosto 2009 20:12
2008 - Secondo Concorso delle Arti a Bologna
Domenica 20 Settembre 2009 14:26
Silvano Crespi
Presso la Galleria d'Arte 18 di Bologna si è tenuto il "Secondo Concorso delle Arti - Lallo Giraldi" dal 15 febbraio al 19 marzo 2008.
Giuria: Cristiano Giraldi, Galleria d'Arte 18, Prof. Franchino Falsetti - Critico d'Arte
L'opera di Silvano Crespi è una sfida ai tempi, ai rapidi mutamenti culturali e sociali. La sua esperienza pittorica ci fa ri-vivere luoghi reali ed inventati: tutto sembra comunicarci un mondo fatto di visioni poetiche ed estetiche. E' un'arte che sa cogliere gli attimi di una quotidianità trasognata, quasi fiabesca, che ci riporta alle antiche narrazioni di luoghi incantati e misteriosi. La sua arte ci suggerisce una lettura fatta di religiosi silenzi e rinnovate emozioni.
Prof. Franchino Falsetti - Critico d'Arte
Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Settembre 2009 20:27
2007 - Mostra alla Galleria IL PUNTO di Bologna
Lunedì 12 Novembre 2007 00:00
Silvano Crespi
Un artista contemporaneo neo-figurativo e post-impressionista
Silvano Crespi intuisce una passione per il disegno e le arti figurative, cimentandosi prima con china, tempera e acquerello, poi dal 1974, in maniera continuativa ed evolutiva, trova la sua dimensione nella pittura ad olio. I riconoscimenti del pubblico e della critica giungono nel 1980 quando il Crespi inizia a partecipare alla vita artistica nazionale, prendendo parte a mostre, rassegne, concorsi e personali, cominciando dal Circolo dei Giornalisti e dall’Associazione Iterarte di Bologna, alla Galleria del Centro Storico di Firenze, dal Concorso Nazionale del miniquadro a Parma, al Circolo Amici Fontanelle di Reggio Emilia, da La Telaccia di Torino, alla Galleria Petrofil di Milano, proseguendo con collettive a Venezia e all’ Expo Art a Verona, dalla Galleria Crispi di Roma, alla Galleria Alba di Ferrara, oltre a confrontarsi in esposizioni collettive a New York e in Svizzera. Dopo la laurea in Scienze Politiche, conseguita a Bologna nel 1978, lo studio dei grandi artisti del passato e la sua passione per la pittura l’hanno indirizzato verso una interpretazione entusiastica del paesaggio, verso una ricerca tutta improntata alla variazione della luce e dei colori, a volte resa con una pennellata densa e corposa a volte espressa con una tavolozza chiara e trasparente. Il suo interesse è rivolto al ‘700 e all’ ‘800 europeo, in particolare è attratto dal romanticismo tedesco di Friedrich, dall’innovazione inglese della moderna pittura del paesaggio di Constable e dal movimento impressionista francese: dal precursore Corot e dai maestri del calibro di Monet, Pissarro e Sisley, tutti artisti innamorati della chiara luce mediterranea. Punti di riferimento sono stati anche la scuola piemontese di Rivara, e la scuola di Resina fino ad arrivare alla sintesi chiaroscurale dei macchiaioli toscani, ad artisti come Banti, Signorini, Lega, Costa, Sernesi, De Nittis e infine Boldini, noto per i suoi celeberrimi ritratti, ma anche per la luce vibrante che sapeva infondere nei suoi stupendi paesaggi. Silvano Crespi appartiene all’area neo-figurativa, pervasa com’è da una miscela di neo-romanticismo immersa in un ideale maniera post-impressionista. La sua pittura richiama uno stato d’animo, una percezione più che una semplice veduta prospettica. Dipinge sensazioni, momenti e luoghi dove è stato e dove vorrebbe essere, con lo sguardo rivolto all’ 800 pittorico ma con gli interrogativi e le problematiche del suo tempo. Il Crespi crea luoghi immaginari o rimembrati dove si è trovato bene e in pace con sé stesso, anche con l’intento di riprovare quella emozione e di fissare nel tempo quel magico momento, quella determinata percezione. In sintesi osserva, analizza, scompone, elabora, e infine traduce sulla tela quello che il suo sguardo ha attentamente indagato: una situazione e un’impressione unite idealmente e razionalmente.
Articolo apparso sul mensile Informatore - ottobre 2007
Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Agosto 2009 20:20
2002 - ARTE informazione
Mercoledì 26 Agosto 2009 20:23
Silvano Crespi
Silvano Crespi realizza romantiche e lievi composizioni dedicate a paesaggi o scene conviviali. Così, questo sensibile artista,comunica le sue impressioni che diventano vibranti variazioni coloristiche. Le sue pennellate sembrano seguire le sottili vibrazioni di uno stato d'animo come modulazioni del sentimento.
Con uno stile piano e calibrato, tracciato dalle note leggere del linguaggio figurativo, questo interessante artista ci conduce entro ampi respiri paesaggistici modulati ai suoi toni lievi e misurati. Silvano Crespi propone in questa sede due interessanti opere. Una piccola opera d'arte come il "Vento di primavera" dove il contrasto vibrante fra un cielo tenebroso e una campagna gioiosa comunica un'emozione trepidante e sincera che forse ci rinfresca alla memoria qualcosa di vissuto nella nostra fanciullezza e che mai più potrà uscire dai nostri ricordi. La seconda opera di media misura "Le villeggianti" rappresenta una serena e tranquilla scena estiva, dove due gentili signore conversano sedute all'ombra di frondosi alberi, immerse come sono in una atmosfera piena di luci e di ombre colorate.
CENTRO ARTE Bologna - Note critiche di Alberto Raimondi (ottobre 2002)
Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Agosto 2009 20:50
1992 - Ursula Petrone
Lunedì 09 Marzo 1992 00:00
Ursula Petrone
E' evidente che per Silvano Crespi l'idea di pittura non è mai stata insidiata dalla problematica, dagli sperimentalismi e dagli equivoci della retorica artistica dei nostri tempi. La sua pittura è infatti chiara e serena, realizzata com'è senza urti, lacerazioni, senza ricerche inquiete, calma com'è permeata di tranquillità e dolcezza. E' pittura che pare esca dalla terra e dal mare per spontanea generazione, caratterizzata dal variare della luce. I suoi dipinti confermano la disposizione naturale a comporre il divario tra sogno e realtà, i cui termini risultano legati in formule artistiche, senza riferimenti agli “ismi” caratterizzanti l'attuale periodo culturale. Sono tele che sanno rendere, preciso, il senso della poetica della vita, che sanno dare la visione compiuta dei paesaggi, nonché lo spirito e l'essenza del rappresentato del suo mondo. Un mondo che poi è, in definitiva, quello intenso ed espressivo di un artista di fronte alla natura.
Ursula Petrone - Milano (1992)
Ultimo aggiornamento Martedì 25 Agosto 2009 19:52
1984 - Licinio Boarini
Domenica 22 Aprile 1984 13:15
Licinio Boarini
Ci sono tra le campiture cromatiche di Silvano Crespi, rimandi che è dato evidenziare con estrema naturalezza, sia in virtù di una scrittura sempre più raffinata e precisa, sia in un dipanarsi di mistioni che si allineano con stupenda pertinenza con le stagioni e gli esterni. E' ovvio che un simile stallo comportamentale giunge rapidamente a evincere, in un esaltante sussulto melodico, tutte le forze di poesia che sottendono il paesismo anche si rimembrati lungo lo stimolo della memoria e con l'appoggio di un sereno e trasognato indagare romantico.
Licinio Boarini - Parma (1984)
Ultimo aggiornamento Martedì 25 Agosto 2009 19:52
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